Ecco perché i “fioretti pasquali” fanno dimagrire bene e in fretta

Molti di voi, con la volontà di fare un “fioretto”, cioè di offrire un sacrificio personale durante il tempo di Quaresima, rinunciano finalmente agli zuccheri, spesso per la prima volta in assoluto, e vi ritrovate a Pasqua con qualche chilo in meno e uno stato di salute migliorato.

Sappiamo che questo dipende dal controllo della glicazione, che può essere ottenuto, anche con meno rigore, in tutti gli altri periodi dell’anno. 

Vi faccio un’esempio: 

Vuoi perdere peso, tanti sacrifici ma i risultati ottenuti non sono evidenti e sono al di sotto delle tue e delle mie aspettative.

Mi porti il diario alimentare, lo valutiamo insieme ed emergono piccole e solo apparentemente insignificanti assunzioni di zucchero, ma ripetute sistematicamente. 

Poi arriva la quaresima e noi ci vediamo appena dopo pasqua per il controllo. Emerge che hai perso 5kg.

Mi racconti che durante questi 40 giorni, ha smesso completamente di mangiare zuccheri perchè hai fatto un “fioretto”.

“ La ripetuta assunzione anche di piccole quantità di zucchero può indurre risposte metaboliche di accumulo di massa grassa. Il controllo della assunzione di glucosio e fruttosio per qualche settimana può avere effetti benefici impensati su tutto l’organismo.”

La puntina di cucchiaino nel caffè (numerosi al giorno), spesso accompagnata da un angolino di biscotto secco (“quelli che non hanno dentro nulla, …“) e un sorsino di soft drink “rubato” ai figli, compaiono praticamente ogni giorno nel diario alimentare. 

Si tratta di zuccheri che non avevi mai comunicato in precedenza, perché “i dolci” sono considerati solo quelli presenti in modo consistente, come le brioche mangiate al mattino o le torte comprate nel week end, che erano stati ben considerati nel programma della settimana. 

In pratica, per la prima volta nella vita, a causa di una scelta religiosa ben motivata, l’analisi del contenuto zuccherino comprende l’ammissione anche con se stessi di una serie di assunzioni minimali ma quotidiane. Si tratta di quantità risibili sul piano calorico, ma fortemente segnaletiche per l’organismo.

Le motivazioni di autocensura imposte dalla scelta religiosa ti hanno portato anche a limitare di molto l’assunzione compensativa di frutta. 

Mi racconti che sai bene che la frutta è dolce e ti limiti quindi ad assumere 2-3 frutti al giorno evitando le quantità ben più elevate, e sostituisci la frutta con la verdura.

L’organismo riceveva segnali ben diversi da quelli delle calorie.

E’idea comune pensare che le poche calorie mangiate con “solo mezzo cucchiaino di zucchero” siano insignificanti, ma per l’equilibrio dell’organismo, adattato a ricevere segnali sul cibo da milioni di anni, quelle poche calorie dolci hanno un valore immenso e stimolano un meccanismo metabolico che porta da millenni a ricercare altro zucchero e a trasformare le calorie introdotte anche con gli altri alimenti in accumulo di grasso.

Inoltre il periodo quaresimale corrisponde al periodo in cui si allungano le giornate, e la luce del sole dura più a lungo; quel “fioretto” capitava anche nel momento più propizio. 

Il periodo in cui l’orologio biologico è in grado, più che in altri momenti dell’anno, di attivare lo stimolo del metabolismo. 

Negli ultimi anni si è finalmente capito che un fenomeno provocato dalla ingestione di zuccheri (glucosio o fruttosio che sia), la cosiddetta glicazione, può provocare infiammazione dell’intero organismo e con essa causare, a cascata, una modifica del metabolismo. 

Una infiammazione da cibo, dovuta alla ripetizione sistematica della introduzione di un alimento o di un gruppo alimentare, può quindi aumentare ancora di più gli effetti deleteri della assunzione ripetitiva di zuccheri.