Primavera: depurazione efficace ma dolce

Il cambio di stagione è un momento di variazioni ambientali alle quali il nostro organismo risponde, poiché ha in sé gli stessi modelli di funzionamento: noi siamo nati dalla natura, anche se una parte di noi ci fa percepire come separati dall’ambiente. In verità, possediamo meccanismi antichissimi che risuonano con quel che ci sta attorno e grazie ai quali abbiamo potuto non solo evolverci e adattarci, ma prima di tutto sopravvivere.

I nostri organi e apparati sono quindi abituati a risuonare con l’ambiente e ad accordarsi con esso. Più l’ambiente è armonioso più l’accomodamento è semplice. Al contrario, più nell’ambiente vi sono dinamiche dissonanti più è difficile per i nostri sistemi di calibrazione trovare il giusto equilibrio.

Alla base di questo gioco di risonanze, che nel corpo si traducono con il rilascio di sostanze ormonali, neurotrasmettitori, mediatori immunitari e regolazione del metabolismo, c’è quel che percepiamo come “momento di passaggio” quando inizia la bella stagione, con le sue temperature più miti e un maggior numero di ore di luce.

Siccome le condizioni esterne cambiano, anche quelle interne sono costrette a fare lo stesso e nell’attivarsi smobilitano naturalmente ciò che si è depositato e che chiamiamo genericamente tossici o tossine.

Perché al corpo serve depurarsi? I normali processi metabolici producono scarti, gli inquinanti ambientali e alimentari ne forniscono altri, lo stile alimentare errato e lo stress non fanno che aumentare il carico. Per poter continuare a lavorare, il corpo accantona queste molecole in modo che non lo intralcino. Un po’ come facciamo con i rifiuti (passatemi il paragone molto poco elegante): li raccogliamo e li mettiamo in aree apposite. Il corpo li raccoglie in diversi tessuti.

Quando è in salute e quando gli elementi inquinanti non superano certe quantità, il nostro corpo è perfettamente in grado di cavarsela da solo nel rimuovere le tossine. Tuttavia, in particolari momenti dell’anno l’impegno che gli si richiede è maggiore (viste le mutate condizioni ambientali) e dunque fin dall’antichità si cerca di aiutarlo a svolgere il proprio lavoro, affinché la depurazione avvenga nel modo più efficace possibile e le funzioni possano non essere ostacolate.

In naturopatia si cerca di far sì che questo processo avvenga anche nel modo più dolce possibile. Se fino a pochi decenni fa purghe e rimedi catartici facevano “piazza pulita” in termini piuttosto decisi, oggi non serve ricercare reazioni forti per essere sicuri di avere risultati soddisfacenti.

Depurazione significa quindi offrire un sostegno all’organismo per far sì che le sostanze accumulatesi vengano prima allontanate (drenate) dai tessuti nei quali si trovavano e in seguito vengano convogliate verso gli organi deputati all’espulsione (fegato, intestino, rene, pelle, polmone).

Sono questi organi  ad affrontare il lavoro più intenso e sono quindi loro che vanno supportati in un processo che riguarda tutto il nostro sistema.

Le tecniche naturopatiche sono molte. Sicuramente è possibile seguire una depurazione:

con piante officinali (Betulla la prima di tutte per la sua azione delicata ma efficace, Pilosella anche lei piuttosto maneggevole, Carciofo e Tarassaco due classici che però vanno usati con più attenzione, e naturalmente, tante altre che vengono scelte a seconda delle necessità della persona),

con frutta e verdura, per esempio con monodiete per pochi giorni o scegliendo alimenti ricchi si sostanze solforate (daikon, rapanelli…),

con limone e acqua: tanto diffusa, ma non adatta a tutti, in particolare è sconsigliata per i soggetti più longilinei e freddolosi,

con oli essenziali (Limone, Rosmarino a verbenone, Pompelmo …).

Sconsiglio quei rimedi che si concentrano su un solo organo per esempio solo su fegato, rene o intestino perché oltre a fare un lavoro solo parziale, spesso tendono a irritare quell’organo più che aiutarlo. Quel che ci interessa è realizzare una depurazione il più possibile completa del corpo nella sua interezza.

Non dimentichiamo, infine, che depurarsi non è solo un’esigenza fisica, ma anche interiore: anche i pensieri e le emozioni possono essere inquinate e inquinanti. Un leggero sollievo viene comunque assicurato come conseguenza della depurazione del corpo: siamo un unicum e non tante parti separate l’una dall’altra; se interveniamo su una anche le altre registreranno dei cambiamenti e risponderanno. Tuttavia, possono essere necessari altri tipi di interventi che vanno valutati di volta in volta a seconda delle caratteristiche dell’individuo e delle sue necessità.

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fonte:la collega, deborahpavanello